La Sacralità Del Posto, Progetto IFDM a Cura di Andrea B. Del Guercio Fondazione delle Stelline

June 16, 2017

 

 

Il Posto di Anastasia

Tecnica mista su Ricordi, Lamierino sbalzato, ex voto, passamanerie, velluto, pizzo, rose secche,

2016

 

 

La Mostra " A Decade of Evolution in Design" visitabile dal 16 al 25 Giugno 2017 dalle h 10.00 alle 20.00 presso la Fondazione delle Stelline a Milano, Corso Magenta 61, a Cura di Andrea B. Del Guercio, Coordinamento di Lorenzo Fioranelli e  Fotografie di Andrea  Sartoki.

 

L'Opera, “Il Posto di Anastasia”,vuole indagare, come per l’uomo il “posto” fisico e materiale sia davvero importante e speciale.

È noto infatti, che all’interno di un luogo sia fisico che mentale, il posto che ognuno di noi ricopre per l’altra persona non solo deve essere rispettato ma diventa un posto Magico. Intoccabile.

Si pensi, al nostro disporci attorno alla tavola: ogni tavola ha i posti delineati, ogni soggiorno ha poltrone dove i più anziani si accomodano e cosi via, in questo uso così umano che si può definire come la sacra ritualità del proprio posto, dove ogni “stanza” ha il suo posto, e ogni “posto” ha la sua persona.

In questo nostro avere un posto fisico da occupare e l’avere del posto che sarà occupato da noi.

Questo lavoro nasce dall’esigenza di mettere in luce e porre l’accento su questa usanza, di sacralizzare lo spazio, di chi non vi è più.

Che sia una tomba o una sedia poco importa, ciò che diviene importante è l’uso di rendere una grazia, porre un fiore, ricordare chi non è più con noi: ecco allora la sacralità di un oggetto-segno, che diventa “posto” e che è posto fisico e reale di una presenza-assenza, che porta nel suo essere reliquia una questione tanto umana come quella del ricordo.

La piccola sedia, diventa reliquia di una bimba che non c’è più, e non si può più sedere sul suo piccolo trono, non può più sedersi al suo “posto”né stare al “suo posto”.

Eppure la si ricorda, la si ricorda nella storia, la si ricorda negli oggetti, che apposti al loro posto, diventano segnali di sacralità, in questo prendersi cura dei risvolti dei pizzi e dei capricci della storia.

La sacralità del proprio posto non è affatto cosa di poco conto. Se pur la forma visiva sia leggera e superficiale, la superficie nasconde sempre una profondità, eterna di discesa verso dell’alt(r)o.

Così, ho immaginato dovrebbe essere il posto della piccola zarina di Russia, pieno di cuori sacri, poco ortodossi ma molto tradizionali, che usiamo nella nostra tradizione come elementi significativi per testimoniare e segnalare una grazia da ricevere o ricevuta, elementi magici, trasversali e rituali, elementi da apporre alle parete dei luoghi più sacri, quali le chiese,”posti di fede” elementi d’arredo e di Magia, elementi di conforto prima di tutto, che segnalano una presenza.

La composizione diviene “reliquiario” e quindi “posto sacro” dove avviene una magia: quella dell’assenza, dove il ricordo ne permea una presenza.

Le rose secche sono l’emblema di un passato che continua a tornare, nella loro secchezza, continuano a rimanere l’assenza di qualcosa che è stato.

 

Il Catalogo 

L'Opera  

 

Il Particolare

 

 

 Preparazione in aula 48 Brera, nello studio di Hayez, tra un bacio e l'Altro rifletto sulla sacralità. Fronte. Dicembre 2016.

 

 

 Preparazione in aula 48 Brera, nello studio di Hayez, tra un bacio e l'Altro rifletto sulla sacralità. Retro. Dicembre 2016.

 Particolari di presenza e assenza, Carta-Modello.

 Il Necessario per rendere omaggio

 

 

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