Nella presenza e nell’assenza si mostra il nostro Occidente. l’immagine sacra non dovrebbe essere più interessante del trascendente cui si riferisce: non è nell’immagine Sacra che si ritrova la fede. Il Sacro apre ad alt(r)i territori, in cui forse, non vi è necessità del volto per “vedere” o ravvedere la presenza della figura umana, la presenza di un Divino, così “altro” da noi eppure così uguale, è il territorio dell’arte che permette di accedervi.

L’icona è un’estetica che attraverso la materia arriva alla spiritualità più altr(r)a dove il gioco prospettico viene rovesciano e si muove verso lo spettatore coinvolgendolo, L’icona non è realistica; non è questa la sua pretesa, non è come l’arte occidentale, non rappresenta la realtà verosimile, ma la Verità più profonda: ricerca la Spiritualità, rappresenta quell’Attimo che contiene tutti gli altri attimi, pretende l’Eternità. L’icona è la pretesa Grafica di rappresentare una sintesi, dove non vi è ombra, né ombreggiatura; bensì Lumeggiatura. La figura deriva dalla stilizzazione  che è il segno più sincero e l’unico possibile per traghettare il significato: la ricerca del volto stilizzato è la ricerca dell’unico volto possibile, quello “vero”. La sintesi dell’Icona con caratteristiche e Simboli, è la faccia riconoscibile ma non caratterizzata, questo perché l’uomo, per sua natura riesce sempre a riconoscere, a ravvedere, il volto e questo è l’elemento che crea il dialogo.

 

Questo ciclo di opere, dal carattere surrealista sono la negazione del dialogo primario, che negandosi aprono un altro colloquio, quello della spiritualità in epoca contemporanea: non è una Bellezza Sensuale quella di cui si racconta,  è una Bellezza Magnetica, che coinvolge lo spettatore e lo porta con sé nel momento vero del racconto di un accadimento, il momento dell’Autenticità.

Il principio fondamentale dell’icona è l’Astrazione, principio stesso delle nostre avanguardie storiche, parte della figurazione viene abbandonata in favore della struttura che diventa il ricordo della realtà stessa. L’Astrazione non è Astratizzazione, è un principio molto diverso, è rendere l’Accaduto su un altro piano. Con l’Astrazione si perde la realtà, in favore del Reale, si passa dal vocabolario al codice di rappresentazione.

Astrazione, deriva da Astrum, che in latino significa Stella, e, nel portato storico linguistico dell’arte si parla del cielo, di qualcosa al di sopra dell’uomo, che è sopra la testa, sopra ogni umanità. Poiché nel principio dell’icona non vi è nulla di umano, nulla che riguardi la sfera dell’umanità. L’Icona è avvento miracoloso. L’Icona è l’Incontro tra la storia e l’Eternità. E in questo incontro, come fruitori, ci è dato di partecipare, noi con lei, che ci fa transitare all’Alt(r)o. Questo principio se traslato metaforicamente, riguarda la magia dell’arte.