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Gli occhi si nutrono di reliquiari adorni d’oro è un ciclo di opere riguardanti la dicotomia tra la realtà e la figurazione. Nell’abbondanza delle aggiunte prese in prestito dalla realtà, come i talismani, gli ex voto, i feticci, gli oggetti di fede e del pensiero magico   si manifesta la figura della vergine indagata tra oriente e occidente. La figura  sembra facilitare la comprensione essendo una forma riconoscibile,  nonostante  gli occhi riconoscono la  forma,  il significato rimane  nascosto, in bilico tra presenza e assenza. In ogni immagine l’abbondanza di elementi reali è  corredo del pensiero, è l’insieme della presenza tecnica e dell’assenza rispetto alla realtà a cui si riferisce. Questo ciclo di opere cerca di avvicinare la realtà del mondo con la realtà altra della pittura, utilizzando oggetti reali sacri e profani. Queste immagini, se pur religiose non hanno nessun legame con la spiritualità, sono riflessioni antropologiche sul bisogno degli oggetti della fede. Riflessioni sull’immaginifico.